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“Sumud” in libera terra. Intervento a sostegno dello sviluppo economico della Cisgiordania meridionale: un’agricoltura sovrana e sostenibile che valorizzi la storia e la memoria del paesaggio per un turismo inclusivo e consapevole


LUOGO DI REALIZZAZIONE DEL PROGETTO

Palestina-Cisgiordania, Distretto di Hebron e Betlemme.

OBIETTIVI

Obiettivo generale: Contribuire al miglioramento della condizione economica delle famiglie residenti nelle zone aride e semi/aride dei distretti di Hebron e Betlemme

Obiettivi specifici:

Sviluppare nelle aree target un sistema integrato di assetto e gestione del territorio che valorizzi l’agrobiodiversità e la compatibilità climatica, utilizzando l’approccio di gestione del paesaggio, che estenda l’area coltivabile, produca maggior reddito e riaffermi il diritto alla terra in aree a rischio di confisca.

Promuovere la valorizzazione socio- economica del patrimonio culturale/paesaggistico dell’area per un turismo inclusivo, sostenibile e accessibile attraverso il supporto all’imprenditoria locale delle OBC e OPD preservando la memoria storica.

Risultati: Gli agricoltori dei villaggi target applicano le buone pratiche acquisite su una ampliata superficie coltivabile, migliorata nella sua accessibilità e capacità di sfruttamento ecocompatibile, incrementando la produzione agricola e il reddito pro-capite

Il patrimonio archeologico/paesaggistico presente nell’area è accessibile e valorizzato a fini storico/turistici attraverso pratiche inclusive di accoglienza ed è fonte di reddito per i soggetti coinvolti

DESCRIZIONE

L’intervento si muoverà, nel solco di quanto già realizzato in questi ultimi anni, tra agricoltura, turismo, memoria storica e inclusione, ossia nella ricostituzione del tessuto culturale e infrastrutturale che recupera i valori locali dei territori e delle economie tradizionali, per incidere nella resilienza della popolazione palestinese

Superare le limitazioni di movimento degli agricoltori e non solo, che incentiva l’abbandono dei territori con un impatto negativo sulle coltivazioni, ecosistemi, e patrimonio architettonico, risulta fondamentale alle dinamiche di mercato esistenti per garantire la disponibilità e accessibilità dei prodotti agricoli, alimentari e di necessita basiche. Si proseguirá il lavoro che affronta le problematiche inerenti la continua e progressiva riduzione della produttività agricola nelle aree aride/semiaride della Cisgiordania causata sia dai cambiamenti climatici che da pratiche agronomiche e pastorali scorrette. Ci si concentrerà sull'utilizzo delle tecniche tradizionali di raccolta dell'acqua (WHT), di uso del suolo e di coltivazione locale, più efficienti e di costo inferiore rispetto ad interventi radicali che usano macchinari pesanti, indebolendo il suolo e cambiando la forma del paesaggio

L’incentivazione di attività economiche sarà strettamente connessa alla protezione del patrimonio paesaggistico-ambientale e storico-culturale che rappresenta l’identità e la risorsa principale del popolo palestinese. E questo avverrà in stretta relazione con il recupero ambientale e infrastrutturale delle comunità che vivono attorno ai siti archeologici recuperati, attraverso un pieno coinvolgimento della popolazione ed un inserimento della stessa nel circuito economico di ricaduta turistico-culturale dell’intervento. Una valorizzazione compatibile e sostenibile del patrimonio ambientale e storico-culturale è possibile solo con il coinvolgimento diretto della comunità locali che vivono nell’area.

L’attenzione rivolta ai gruppi più svantaggiati come le persone con disabilità conferisce il carattere di inclusività allo sviluppo promosso.

Quindi si promuoverà il recupero delle colture e delle attività tradizionali e la loro riappropriazione in chiave moderna, per contribuire alla ricostruzione di una identità palestinese che affonda le proprie radici in una storia che è ben più antica del conflitto israelo-palestinese.

Infine, la particolare attenzione alle tematiche di genere ed al lavoro per le donne permetterà una maggiore efficienza e produttività degli interventi; la sensibilizzazione della società verso un ruolo di maggiore protagonismo delle donne garantisce il successo e la prosperità dei progetti.

PRINCIPALI PROBLEMI IDENTIFICATI

Nelle aree d’intervento (distretti di Betlemme e Hebron) i settori principali di produzione del reddito sono l’agricoltura e pastorizia (30-50%) e il mercato del lavoro israeliano (30-40%), dove i lavoratori hanno stipendi migliori ma spesso con lavoro illegale. Con le nuove leggi sull’immigrazione in Israele, che hanno ostacolato il lavoro dei palestinesi, la disoccupazione nell’area ha raggiunto livelli > 35%

Problemi riscontrati nell’area: Basso reddito (il 40% della popolazione in situazione di insicurezza alimentare) Riduzione delle produzioni nelle aree aride/semiaride dovute agli effetti dei cambiamenti climatici (CC) e all’abbandono (agricoltura e pastorizia) Dipendenza dal mercato del lavoro israeliano (30-40%). Non inclusione socio-economica delle persone con disabilità Basso uso delle potenzialità redditizie del patrimonio archeologico e culturale

Le aree target hanno in comune la localizzazione dei loro terreni agricoli in area C per oltre il 70% e in aree considerate aride/semiaride e soggette a desertificazione. Gli effetti dei CC nella zona (erosione terreni, desertificazione)si riflettono sulle produzioni agricole riducendone la produttività. L’erosione dei suoli diminuisce la ricchezza del substrato e i canaloni creatisi per la rapidità dello scorrimento dell’acqua aumentano il costo di gestione per mancanza di contiguità nei terreni. Tutto ciò, associato alla mancanza di buone pratiche agricole (oltre 50% contadini usa semi che li lega al mercato israeliano con una minore produttività di quelle locali) e alle confische delle terre, soprattutto quelle incolte, riduce il reddito delle famiglie, colpendo particolarmente quelle con componenti disabili(ci sono oltre 200 famiglie con persone con disabilità ed un centro che ne assiste oltre 100 in Tqu’o).

Nell’area c’è una forte presenza di pastori,(80 famiglie stanziali nelle aree di pascolo di Tqu’o che vivono in tende, e circa 170 che fanno transumanza). La forte siccità produce un “over grazing”, così come la ridotta capacità di conservazione dell’acqua diminuisce la produttività del bestiame. I villaggi sono caratterizzati da un ricco patrimonio culturale, architettonico, paesaggistico non adeguatamente valorizzato in ambito socio economico e turistico. I siti archeologici presenti che risalgono al periodo bizantino e crociato sono in stato di abbandono e sono inseriti nel progetto nazionale “Masar Ibrahim ”, con cui l’intervento stabilirà una sinergia.

BENEFICIARI E BENEFICIARIE

Beneficiari diretti dell’azione sono 200 famiglie di agricoltori/pastori (almeno 50 donne capofamiglia), 60 famiglie di persone con disabilità, 5 OBC (Organizzazioni su base comunitaria)/OPD (Organizzazioni di persone con disabilità).

Quelli indiretti saranno la popolazione delle aree urbane e rurali delle comunità target (13.500-51% donne 49% uomini). Gli stakeholders sono le istituzioni pubbliche e private del settore agricolo, turistico ed educativo, i soggetti di trading e servizi

SOSTENIBILITA’ DEL PROGETTO

La maggior parte delle azioni previste sono generatrici di reddito e rivolte in modo sostanziale alle donne capofamiglia. La strategia integra le risorse del territorio, coinvolgendo la società civile, i suoi gruppi più svantaggiati e il settore pubblico e privato associandoli in un circuito virtuoso. Le attività agricole forniscono ai terreni maggior produttività ed in equilibrio con l’ambiente. Le buone pratiche saranno assunte dal MoA che con i suoi informatori agrari potrà continuare nell’opera di diffusione. Saranno oggetto della formazione anche laureandi della Università di agraria prossimi al mondo del lavoro La promozione del circuito turistico offrirà opportunità di investimento agli operatori locali per lo sviluppo dell’area a fronte dell’esistenza di una domanda interna e comunque di una domanda estera di turismo responsabile, solidale e consapevole Il programma di sub-granting offrirà punti ricettivi commerciali e culturali arricchendo l’offerta per il turismo internazionale e locale. Queste strutture, con accessibilità per persone con disabilità potranno posizionarsi nel mercato del turismo inclusivo Il Centro di attenzione alle persone con disabilità di Tqu’o e quello di Janata già funzionanti incrementeranno la loro offerta di formazione di secondo livello e saranno garanzia di continuità delle azioni La sostenibilità tecnica dell’intervento nel settore agricolo è garantita dalla competenza tecnica della controparte locale che vanta competenza pluriennale nel settore e che già è dimostrata in altro programma in corso La sostenibilità tecnica nel settore del recupero archeologico è garantita dal secondo partner che da anni svolge attività di restauro. La sostenibilità tecnica dell’iniziativa turistica/culturale è garantita dalle associazioni locali di categoria coinvolte

PARTNERS

Partners palestinesi: Land Research Center (LRC), Mosaic Center - Partners italiani: EducAid, Rete Italiana Disabilità e Sviluppo RIDS Onlus

DATA INIZIO 10/07/2017

DURATA tre anni

STATO DEL PROGETTO in corso

COSTI € 1.330.000

FINANZIAMENTI E CONTRIBUTI

AICS: € 997.500 - Apporto CRIC Monetario: € 63.400 - con il contributo della Tavola Valdese - Apporto partners: €69.900 - Valorizzato: € 199.500

CONTATTI: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
Progetti e Azioni

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Il CRIC è presente nei Territori Occupati Palestinesi dal 1991. Ha implementato oltre 40 progetti nei settori agricolo, socioeducativo e di sanità ambientale, finanziati da UE, ECHO, MAAEE, Agenzie NU,  cooperazione decentrata italiana. Nella Striscia di Gaza il CRIC ha realizzato 9 progetti di sicurezza alimentare dal 1998 al 2009, a favore di comunità beduine e rurali . Il CRIC ha nelle comunità beduine della Striscia di Gaza una presenza assidua essendo da anni la unica Ong straniera che interviene annualmente con progetti di sostegno. Nell’ambito di questa conoscenza approfondita il CRIC ha anche prodotto uno studio socio-economico sulle comunità beduine ed uno sulla condizione delle donne nelle stesse comunità.

Il CRIC sostiene la popolazione palestinese tramite attività di solidarietà condotte sia in Italia che in Palestina. In linea con la propria mission, tenendo presente la complessità politica dell’area e conoscendo bene il contesto socio-economico e culturale dei territori palestinesi, l’intervento del CRIC si esplica su due livelli:

a) Attività di sensibilizzazione e iniziative di advocacy, in particolare sul territorio italiano, quali: conduzione di campagne, organizzazione di eventi e manifestazioni in solidarietà con il popolo palestinese, raccolte fondi, organizzazione di seminari, giornate informative e di sensibilizzazione dedicate in particolare ai giovani nelle scuole e in iniziative pubbliche, realizzazione di attività culturali e workshop per ragazzi, partecipazione a reti nazionali.

b) Interventi/progetti sul campo finalizzate alla costruzione di un futuro di pace e attraverso: attività psico-sociali, riabilitazione di infrastrutture, edilizia sostenibile, sicurezza alimentare, interventi ambientali, conservazione dei beni culturali, riabilitazione e istruzione, diritti di cittadinanza e partecipazione democratica, empowerment di genere, assistenza umanitaria.

Le attività più recenti nel paese riguardano il settore psico-sociale, il sostegno all’educazione formale ed informale, all’educazione pre-scolare, il sostegno ai mezzi di sopravvivenza dei beduini, il riciclaggio dei rifiuti urbani, la sostenibilità ambientale. Inoltre sono stati anche elaborati degli studi sociali sulle comunità beduine in Palestina.

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