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TERRAFUTURA : Seminario"Mai più schiavi: da Rosarno alla certificazione partecipata".

Sabato 29 Maggio ,il Cric partecipa nell’ambito di Terrafutura al seminario"Mai più schiavi: da Rosarno alla certificazione partecipata".

 
I recenti fatti di Rosarno hanno ulteriormente sollecitato molti di noi ad
immaginare una reazione concreta all' "economia dell'assurdo" in cui siamo
immersi.
E' infatti evidente, benchè abilmente sottaciuto, che le radici del fenomeno
affondano nello strapotere commerciale della GDO, che puo'
farsi paladina del "risparmio familiare" solo imponendendo un sistema di
prezzi irresponsabilmente bassi, naturalmente sulla pelle degli sfruttati.
Le molte pratiche di consumo critico ed equosolidale sviluppate negli ultimi
anni, accanto al caparbio lavoro di molti agricoltori e reti contadine di
base, mostrano invece con chiarezza come basando lo scambio commerciale su
un patto di mutua responsabilità tra produttori e consumatori possano essere
attivate e sostenute filiere virtuose tanto dal punto di vista sociale,
quanto da quello economico ed ambientale.
Sull'onda dei fatti di Rosarno crediamo sia possibile mettere a frutto
queste preziose esperienze in una sperimentazione più ampia, capace di
superare la nostra limitata cerchia, veicolandola (almeno in prima battuta)
attraverso un prodotto di largo consumo quale gli agrumi.
Ci immaginiamo una campagna per la (auspicabilmente prossima) stagione
agrumicola che proponga un processo di certificazione "slavery free", la cui
gestione sia affidata non a qualche astratto ente terzo, ma ad un meccanismo
partecipato e capillare: produttori, associazioni contadine e per la
promozione dell'agricoltura biologica, GAS, reti di economia solidale,
commercio equosolidale, associazioni impegnate nella promozione dei diritti
dell'uomo e dell'ambiente, associazioni contro le mafie e il pizzo...
Non dunque l'ennesimo marchio a disposizione di chiunque, buono anche per il
marketing di un nuovo scaffale-nicchia del supermercato globale, ma una
esperienza di apprendimento collettivo, consapevole della necessità di un
differente meccanismo distributivo e di costruzione della fiducia, conscia
del proprio valore e delle proprie aspirazioni al cambiamento.
Al solito, anche per una operazione di questa portata, non abbiamo che la forza della nostra partecipazione: energie preziose da non disperdere.

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