C.R.I.C. Centro Regionale di Intervento per la Cooperazione
HOME PAGE CONTATTACI COLLABORA CON NOI LINKS INTERESSANTI NEWSLETTER
Centro Regionale di Intervento per la Cooperazione
CRIC DOVE SIAMO PROGETTI BANDI/TENDER IDEE E IMMAGINI EVENTI E INIZIATIVE
 
ULTIME NEWS
LEGGI NEWS 30-06-2010
Israle-Palestina :...

LEGGI NEWS 22-06-2010
MAI PIU’ ROSARNO?

LEGGI NEWS 03-06-2010
Giornata di mobilitazione...

LEGGI NEWS 01-06-2010
Un’aggressione armata alla...

LEGGI NEWS Leggi tutte le news
  SEI MESI DOPO L'OPERAZIONE MILITARE ISRAELIANA "PIOMBO FUSO"A Gaza NULLA E' CAMBIATO
22-07-2009

Le Organizzazioni non governative italiane impegnate nella promozione e nella tutela dei diritti del Popolo Palestinese rilanciano l’appello promosso da una coalizione di organizzazioni umanitarie tra cui Oxfam International, Care West Bank and Gaza, War Child Holland e Medical Aid for Palestinians UK, in cui si chiede alla comunità internazionale e in particolare all’Unione Europea, di compiere maggiori sforzi per rispondere concretamente ai bisogni della popolazione di Gaza colpita dall’ultima offensiva militare israeliana.

Sono trascorsi sei mesi dalla fine dell'attacco militare israeliano a Gaza e centinaia di migliaia di persone non hanno ancora una casa e non hanno accesso ai servizi di base,come l’acqua potabile.

L’economia, incluso il settore agricolo, è quasi al collasso e la ricostruzione sembra un’impresa impossibile. L’Operazione Piombo Fuso (Cast Lead) ha distrutto il tessuto economico già fortemente indebolito dall’embargo imposto dal Governo Israeliano. Non ha senso continuare a privare le persone dell’opportunità di lavorare e sostenere le proprie famiglie. I valichi di frontiera devono essere aperti subito in modo da facilitare la ripresa delle attività economiche nel più breve tempo possibile.

La ricostruzione è attualmente fortemente limitata a causa del divieto imposto dal Governo israeliano di far entrare nella Striscia di Gaza materiali come cemento e ferro.

Ciò significa che 20,000 famiglie le cui abitazioni sono state rase al suolo o severamente danneggiate durante l’ultimo conflitto, non possono riprendere una vita normale. Molti sono costretti a vivere in campi profughi o in abitazioni improvvisate e del tutto precarie.

Inoltre, circa 35,000 persone non hanno accesso all’acqua potabile e a un sistema sicuro di trattamento delle acque reflue. La ricostruzione di scuole, ospedali, università e di molte altre infrastrutture pubbliche non ha ancora avuto inizio. Cibo e medicine passano,in modo irregolare, solo attraverso il valico di Kerem Shalom e molte scorte di medicinali sono in fase di esaurimento.

Nessun passo in avanti è stato compiuto dalla comunità internazionale per garantire l’entrata a Gaza degli aiuti e dei materiali di costruzione. E’ giunto il momento che i leader mondiali intraprendano azioni concrete volte a fare pressioni sul Governo Israeliano affinché i valichi vengano aperti e garantiscano l’entrata degli aiuti e dei materiali per la ricostruzione. Le restrizioni e i divieti imposti da Israele sono misure che violano i diritti umani della popolazione civile di Gaza. Tutto questo è inaccettabile.

Pertanto facciamo appello all’Unione Europea affinché congeli il rafforzamento dell’accordo di associazione UE-Israele, accordo che ha come prerequisito da parte dello Stato di Israele il rispetto "dei principi della Carta delle Nazioni Unite, in particolare il rispetto dei diritti umani, dei principi democratici e la libertà economica" ("EURO-MEDITERRANEAN AGREEMENT" – Preamble); e compia tutti gli sforzi diplomatici necessari per garantire il pieno rispetto del diritto internazionale tenendo fede agli impegni presi per rilanciare il processo di ricostruzione a Gaza.

Richiediamo, inoltre, al Governo Italiano che ha stanziato quattro milioni di euro per aiuti di emergenza indirizzati alla popolazione della Striscia di Gaza di esercitare le pressioninecessarie sul Governo di Israele affinché garantisca l’apertura dei valichi di frontiera edil passaggio dei beni necessari per realizzare le attività ed i progetti di ricostruzione e diriabilitazione finanziati attraverso tali fondi. Come affermano le agenzie delle Nazioni Unite nei loro rapporti, il miglioramento delle condizioni della popolazione della Strisciadi Gaza non è possibile senza l’apertura dei valichi di frontiera che permettano ilpassaggio di merci necessarie per la ricostruzione, come il cemento, e la ripresa delle attività commerciali e produttive.

I Firmatari

ACS

CISP

CISS

COSPE

CRIC

CENTRO INTERNAZIONALE CROCEVIA

DISVI

EDUCAID

MEDINA

OVERSEAS

TERRE DES HOMMES - ITALIA

VIS