Le principal symptôme de l'éjaculation prématurée est une éjaculation incontrôlée soit avant ou peu de temps après un rapport sexuel commence. L'éjaculation se produit avant que la personne le souhaite, avec une stimulation sexuelle minimale. Où achat priligy france vous avez trouvé une pharmacie online ici https://trendpharm.com/ priligy . Parfois, une combinaison de problèmes physiques et psychologiques provoque la dysfonction érectile. Par exemple, une condition physique mineure qui ralentit votre réponse sexuelle peut causer de l'anxiété à propos de maintenir une érection. L'angoisse qui en résulte peut entraîner ou aggraver la dysfonction érectile. Una disfunción eréctil es la impotencia de obtener o mantener una erección. comprar cialis sin receta españa saber cuál es el medicamento ideal para usted depende de diferentes factores.
America LatinaMedio OrienteItaliaBalcaniMediterraneo

Homepage

  • CRIC - Centro Regionale d'Intervento per la Cooperazione ONLUS

    Giovedì 18 Agosto 2011 16:48
  • Fermiamo la strage subito!

    Lunedì 08 Giugno 2015 00:00
  • NAQBA, 15 maggio 1948, ma l'occupazione continua

    Mercoledì 04 Aprile 2018 00:00
  • #GlobalActionDayForAfrin

    Mercoledì 04 Aprile 2018 00:00
  • Incontri

    Mercoledì 04 Aprile 2018 11:10
Cosa Facciamo
Cookies

Questo sito web utilizza cookies.

Continuando a navigare nel presente sito si accetta l'utilizzo di tutti i cookies.

Per maggiori informazioni clicca qui.

Risorse
Interno CRIC



Ci stanno visitando
 22 visitatori online
.................................
Banner

 

Sumud Palestina Progetto CRIC MAECI

 

Intervento ecosostenibile pr la produttività agricolo/pastorale in zone semiaride del governatorato di Hebron

htto://sumudpalestina.cric.it

logo maeci arabo logo maeci italiano

sumud e muretti

 

26 giugno a Milano

 

Urgente risposta UE per fermare strage nel Mediterraneo

Appello congiunto al Governo italiano e all’Unione Europea di Oxfam Italia, Concord Italia, Save the Children, AOI, Arci, Focsiv, Cospe, Cocis, Link2007, Amref, CIPSI. Tra le richieste, la creazione di una “Mare Nostrum” europea, la sospensione del Regolamento di Dublino e il reinsediamento dei migranti beneficiari di protezione internazionale

Roma, 21/04/2015_ Oltre 1600 vittime dall’inizio dell’anno. Tra i 15mila e 25mila i migranti morti nel tentativo di attraversare il Mediterraneo dal 1998. Sono i numeri di una guerra che giorno dopo giorno si sta svolgendo nel Mediterraneo sotto i nostri occhi, di fronte ad un Europa bloccata da veti incrociati, timidezze, egoismi e discorsi propagandistici. L’ennesima mostruosa strage nella notte tra sabato e domenica deve rappresentare uno spartiacque tra ciò che è stato e ciò che non potrà più essere.

Come organizzazioni della società civile riteniamo che non sia più tempo di tentennamenti: avanziamo una serie di richieste alle Istituzioni Europee e agli Stati Membri non più come singole associazioni, ma creando un coordinamento che chiarisca quanto, a fronte di una situazione che ci appare intollerabile, intendiamo alzare la nostra voce a tutela dei diritti dei migranti coinvolti in una vera e propria catastrofe umanitaria.

Leggi tutto...

 

Fermare la strage. Subito! Martedì 21 aprile Giornata di mobilitazione nazionale

 

In una settimana più di mille morti in due stragi annunciate.

Stragi che hanno responsabilità precise: le scelte politiche e le leggi dei governi dell’UE (compreso quello italiano) che consegnano le persone in cerca di protezione nelle mani dei mercanti di morte.

Aumentando controlli e mezzi per pattugliare le frontiere non si fermeranno le stragi, come dimostra quest’ultima tragedia con più di 900 morti avvenuta a poche ore da quella che ha portato a morire altre 400 persone. Chi scappa per salvare la propria vita e quella dei suoi cari non si ferma davanti al rischio di morire in mare.

Non c’è più tempo da perdere.

Si aprano subito vie d’accesso legali, canali umanitari, unico modo per evitare i viaggi della morte. 

Il governo italiano, in attesa dell’intervento europeo, assuma le sue responsabilità e riattivi subito un programma di ricerca e salvataggio.

Leggi tutto...

 

Anche quest'anno si rinnova l'appuntamento estivo con una settimana di arte, cultura e musica,

laboratori creativi, spettacoli, street art, poesia, merende interculturali, danze e apericene multietniche

vai al programma                                                                                                        vai al sito dell'associazione

 

Yarmouk

Comunicato della Piattaforma ONG Italiane Mediterraneo e Medio Oriente

Per un intervento politico urgente del Governo Italiano per fermare la strage di civili palestinesi nel campo di Yarmouk – Siria

“Al di là del disumano”, così ha definito ieri Chris Gunnes, portavoce di UNRWA, l’organizzazione delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi , la situazione della popolazione nel campo rifugiati di Yarmouk, alla periferia di Damasco. “Non c’è cibo, non c’è acqua e pochissime medicine… La gente è rinchiusa in casa, e i combattimenti infuriano per le strade. Tutto questo deve finire e i civili devono essere evacuati.” Da parte sua, Pierre Krahenbuhl, Commissario Generale UNRWA, in una informativa al Consiglio di Sicurezza, ha dichiarato che i rifugiati nel campo sopravvivono con razioni di cibo di 400 calorie al giorno, meno di un quarto di quanto sarebbe indispensabile secondo OMS, l’organizzazione mondiale della sanità.

18.000 rifugiati Palestinesi, fra i quali ci sono 3.500 bambini, sono intrappolati da mesi nel campo di Yarmouk e assolutamente impossibilitati a muoversi da mercoledì 1 aprile, giorno di inizio dell’offensiva dell’ISIS alla periferia della capitale siriana. Gli abitanti del campo sono vittime della violenta battaglia in corso fra l’esercito regolare siriano, le milizie fondamentaliste e altri gruppi armati, sottoposti ai bombardamenti dell’aviazione, e al tiro degli elicotteri che riversano sul campo tonnellate di bombe e materiale esplosivo, perseguitati dai miliziani fondamentalisti che hanno dato il via ad una raffica di esecuzioni sommarie. In questo inferno, i civili palestinesi cercano invano riparo negli scheletri degli edifici distrutti, non hanno accesso all’acqua potabile e sono privati da ormai 10 giorni anche delle razioni di cibo minime che UNRWA distribuiva, seppure in modo irregolare (solo 113 gg nel 2014) a gruppi limitati di famiglie, da ormai 4 anni, dall’inizio della guerra civile in Siria. Una tragedia nella tragedia.

Leggi tutto...

 
Progetti e Azioni

world_map1

Campagne


 

 


 

sostieni

ire

Reti

 


logos_COCIS

 


 


 


 

ONG_files_logo

Terrecomuni_logo

Noi Abbiamo Scelto Banca Etica