Le principal symptôme de l'éjaculation prématurée est une éjaculation incontrôlée soit avant ou peu de temps après un rapport sexuel commence. L'éjaculation se produit avant que la personne le souhaite, avec une stimulation sexuelle minimale. Où commander kamagra sans ordonnance vous avez trouvé une #pharmacie en ligne ici http://trendpharm.com/ kamagra. Parfois, une combinaison de problèmes physiques et psychologiques provoque la dysfonction érectile. Par exemple, une condition physique mineure qui ralentit votre réponse sexuelle peut causer de l'anxiété à propos de maintenir une érection. L'angoisse qui en résulte peut entraîner ou aggraver la dysfonction érectile. Una disfunción eréctil puede ser el resultado de afecciones y enfermedades, medicación o estilo de vida. En primer lugar, es un problema físico. A menudo, factores psíquicos como el estrés y el miedo ayudan a mantener o empeorar los problemas eréctiles. Compra priligy generico en ergentina saber cuál es el medicamento ideal para usted depende de diferentes factores.
America LatinaMedio OrienteItaliaBalcaniMediterraneo

Homepage

  • CRIC - Centro Regionale d'Intervento per la Cooperazione ONLUS

    Giovedì 18 Agosto 2011 16:48
  • Stop TTIP

    Lunedì 08 Giugno 2015 00:00
  • abbiamo tempo fino al 30 gennaio

    Giovedì 24 Gennaio 2019 11:41
Cosa Facciamo
Privacy

Questo sito web utilizza cookies.

Continuando a navigare nel presente sito si accetta l'utilizzo di tutti i cookies.

Per maggiori informazioni clicca qui


Politica per la protezione della privacy, attualizzata in base al Regolamento Europeo sulla Protezione dei Dati (GDPR)

Risorse
Interno CRIC



Ci stanno visitando
 28 visitatori online
Ringraziamenti

Per il sostegno alla strategia di rilancio del CRIC

Ultimi progetti realizzati con il sostegno della Chiesa Valdese, fondi OPM

Sumud, Palestina

Hebron, Palestina

Burkina Faso

Sherazade, Milano

Teddungal, Milano

 

 


Legge n. 124/2017, comma 125-129 dell’art.1

.................................
Banner

 

Testimonianza dal Burkina Faso

Dal Burkina Faso, la testimonianza di Francesca de Stefano, nostra socia. Il testo è stato parzialmente pubblicato anche sul Manifesto del 4 novembre.

E' da più di un anno che Blaise tirava avanti questa tiritera « cambio l'articolo 37 della costituzione per potermi ricandidare o non lo cambio ». La popolazione si è sempre mostrata nettamente contraria e l'ha dimostrato con varie manifestazioni oceaniche di cui l'ultima ad agosto.
Alla fine la settimana scorsa ha dichiarato in consiglio di ministri che avrebbe sottoposto il dl sulla modifica dell'articolo 37 all'assemblea nazionale il 30 ottobre.

La coalizione dei partiti di opposizione ha indetto una settimana di disobbedenza civile e manifestazioni a partire da martedi 28 (matedi scorso), ma in realtà dalla dichiarazione di Blaise tutte le notti c'erano manifestazioni spontanee e ci siamo abituati a dormire con il sottofondo dello sparo di lacrimogeni.
Martedi 28, prima grande manifestazione meravigliosa, più di un milione di persone scese a dire no alla modifica della costituzione ma è stato un crescendo, lo slogan diffuso era diventato "vattene" (il migliore "blaise è il nostro ebola"). Una parte della manifestazione ha poi cercato di andare sotto il palazzo dell'assemble nazionale ed è stata duramente repressa.


Mercoledi altra manifestazone, contro il carovita e per il diritto alla scuola ai figli del popolo, con meno persone ma sempre con un altissimo livello di tensione.
Giovedi 30, giorno clou del voto all'assemblea nazionale, zona rossa intorno al palazzo dell'assemblea e all'hotel li accanto in cui due giorni prima erano stati fatti arrivare i deputati della maggioranza per evitare che i manifestanti gli impedissero di arrivare all'assemblea e partecipare al voto.

Dopo scontri violentissimi con i militari che poi hanno dovuto arrendersi alla forza ed alla determinazione della massa, la zona rossa è stata sfondata e la manifestazione è entrata nel palazzo dell’assemblea nazionale.

Dopo l’assemblea, nuova direzione Kosyam (il palazzo presidenziale). Blaise aveva fatto venire in rinforzo i militari dal Togo e dal Benin, e li aveva piazzati a difendere il suo palazzo presidenziale e quello di suo fratello. Sono loro che hanno sparato e ucciso. Armi pesanti contro sampietrini. Stiamo ancora aspettando il numero definitivo dei morti che sono circa una trentina.
Quindi palazzo dell'assemblea saccheggiato ben bene e bruciato, non rimane più niente, così per l'albergo che ospitava i deputati e la manifestazione, parliamo di nuovo di più di un milione di persone, era forte e determinata: tutte le mega villone dei parenti di Blaise, dei ministri, dei ladri noti del regime sono state saccheggiate e incendiate. 
A quel punto l'obiettivo erano le dimissioni, chieste sia dalla manifestazione che dai partiti di opposizione.
Nel pomeriggio comunicazione di Blaise: « la modifica dell'articolo 37 è sospeso, il governo è sciolto, il paese è sotto stato di assedio, ascolto la popolazione e preparerò la transizione nei prossimi 12mesi ». Errore! Blaise, ormai completamente delegittimato, non è più riconosciuto da nessuno come presidente. Nonostante il coprifuoco imposto dai militari centinaia di persone hanno dormito a piazza della rivoluzone (rinominata da Blaise qualche anno fa piazza della nazione, la più grande piazza di Ouaga costruita da Sankara in stile socialismo reale).

La mattina dopo, venerdi non c'è stato neanche bisogno di convocare la manifestazione che tutti si sono riversati di nuovo a piazza della rivoluzione, per capire le varie posizioni dei partiti di opposizione, rappresentanti della società civile e militari che nel frattempo hanno dichiarato di voler accompagnare la transizione democratica, e capire chi sarà il nuovo presidente.

Lunghissma mattinata di attesa per un nome, che non arriva mai. Arriva prima il comunicato dei
militari in cui annunciano le dimissioni ufficiali di Blaise. Vittoria!

Ma è in fuga, sta per lasciare il paese, nel frattem

po il capo delle forze armate si autoproclama presidente, un uomo non amato e non voluto, i militari si stanno rubando la rivoluzione popolare.
Non c'è stato neanche il tempo di stappare lo spumante, la tensione e la preoccupazione sono ancora altissime. Nel pomeriggio cominciano ad essere letti altri comunicati, « c'è il coprifuoco e le frontiere
sono chiuse », a firma di un altro colonnello, Isaac Zida.
Sabato comunque giornata di pulizia della città, opposizione e società civile si sono organizzati per pulire le strade dalle barricate dei giorni precedenti.

Nella mattinata il comunicato di Zida, « sono io il presidente quello di prima non era vero » e un altro comunicato per dirci che Blaise è in un luogo sicuro e che la sua incolumità fisica e morale è garantita, grazie ci tenevamo tanto! Tensione alle stelle.

L'opposizione chiama di nuovo a manifestare contro i militari che vogliono rubarsi la rivoluzione popolare.
Ma chi è Zida? Nientedimeno che il numero due della guardia prsidenziale, un corpo militare voluto da Blaise

per garantire la sua sicurezza personale. Meno di duemila uomini strapagati, straformati, straarmati e odiati da tutti gli altri militari gelosi dei loro privilegi. C'è già chi lo associa al commando che ha ammazzato Sankara, questo è da confermare. Quello che è certo è che viene dalla caserma militare di Po, fief di Blaise. Insomma un cavolo e tutt'uno.
Stamattina di nuovo tutti a piazza della rivoluzione, ma meno persone per il boicottaggio lanciato da un partito dell'opposizione (nato l'anno scorso da una scissione del partito di governo, ben interessata a difendere i suoi interessi costruiti in 27-anni-meno-uno di potere con Blaise) e da una parte della società civile fiduciosa che i militari avrebbero dovuto entrare nel merito della questione e assumere delle responsabilità. 10mila persone più che determinate a non mollare fino a che i militari non si ritirano. CI si dirige verso la t

elevisione nazionale.
Confusione, uno dopo l'altro Il gene­rale in pen­sione Lou­gué, can­di­dato pre­fe­rito della piazza per gui­dare la tran­si­zione, sta per auto­pro­cla­marsi pre­si­dente, ma gli viene impe­dito. Ci prova una lea­der dell’opposizione, ma i mili­tari arri­vano e comin­ciano a spa­rare tra la folla. Sparano in aria ma è il panico totale, si salvi chi può.

I militari occupano piazza della rivoluzione e tutto il centro città. Bilancio : un morto e vari feriti.

Nel pomeriggio il leader dei partiti di opposizione dice di smettere di fare finte dichiarazioni, tutte le parti coinvolte, partiti e militari sono in riunione ed una possibile via di uscita comincia a delinearsi : la costituzione che era stata sospesa dovrebbe rientrare in vigore, da procedura la corte costituzionale chederà agli attori che hanno contribuito alla caduta del regime di des

ignare una coalizione rappresentativa che guiderà un breve periodo di transizione prima di preparare le elezioni: Le prime vere e libere elezioni in Burkina.

Mariam Sankara è fiera e commossa. L'insurezione popolare ha vinto !

Il giorno dopo la gente è contenta, in giro c'è aria di gioia e di leggerezza. Sarà buffo vedere come un popolo intero e i mezzi di comunicazione cominceranno ad assaporare il gusto della liberà di espressione.

Questo era il meglio che questa incredibile insurrezione poteva ottenere: dimissioni di Blaise e governo civile. Nessuno lo poteva prevedere. Questa massa immensa che ha lottato per la sua liberazione non è organizzata, impen­sa­bile un epilogo in stile rivoluzione sandinista, in cui si è in grado di prendere i media e comunicare i nomi di un nuovo governo rivoluzionario.
La popolazione ha fatto il lavoro duro, ma poi si è rivolta ai partiti di opposizione per aspettare di essere guidata.
Anche se il leader dell’opposizione Zephi­rin Diabre dovesse essere il nuovo presidente (probabilmente non della transizione, ma ha forti chance di vincere le elezioni) alla gente va bene.

E' un uomo dell'occidente, ha lavorato al Pnud, è stato rappresentante per l'Africa per la Castel e poi soprattutto per Areva che sta sfruttando il Niger per il suo uranio. Avremo tutto il tempo di dire che è un capitalista. Ma oggi le persone hanno voglia di lavorare, di potersi comprare da mangiare, poter curare i propri figli e mandarli a scuola.

In questo momento non siamo di fronte ad un popolo con una coscienza politica formata, soprattutto per quanto riguarda l’80% degli abitanti delle campagne, e allora va anche bene uno qualunque che lavori un po' in questo senso, che lavori perchè le persone possano far fronte ai bisogni primari e soprattutto che cambierà rotta rispetto alla strategia di Blaise ed alla sua chiara ed evidente volontà politica di NON lavorare per lo sviluppo del paese.

Che poi chiaramente sta ancora là, nella sua lussuosa villa in Costa d'Avorio, Djendjeré (Gilbert Djendjere, capo delle RSP, quindi capo di Zida, fedelissimo di Blaise dall’assassinio di Sankara) che partecipa alle consultazioni per il nuovo governo di transizione, François (fratello minore di Blaise, consigliere personale alla presidenza, uno degli uomini più detestati del Burkina per la sua implicazione nell’assassinio di Norbert Zongo, giornalista indipendente ucciso nel ’98 e per il suo coinvolgimento negli affari piu loschi del paese) che ha potuto scappare insieme ai ministri più sporchi, c’è la comunità internazionale che fa di tutto per preservare i loro interessi. Insomma è chiaro che tutto questo fa una grandissima rabbia, ma nessuno era in grado di bloccare la loro fuga,
sequestrargli tutti i beni e processarli pubblicamente in piazza.

Le persone sono convite che prima o poi succederà, che non finirà cosi.

In cinque anni, speriamo, una vera opposizione avrà finalmente il tempo di formarsi, di organizzarsi, di riscoprire per davvero la rivoluzione sankarista e forse non sentiremo neanche più parlaredi tutti questi partitelli che ancora perdono tempo e soldi ad organizzare seminari per arrivare ad una definizione del sankarismo.
Il sankarismo è prima di tutto un sentimento, e questo si sente, e c'è voglia di partecipare, di esserci, non di continuare a comportarsi secondo l'abitudine comune del "ah nous autres là, est-ce qu'on peut dire quelque chose"....
E allora quello che possiamo fare oggi è goderci questo momento e inchinarci davanti ad una tale forza, un tale coraggio ed una tale determinazione che la popolazione burkinabé ha dimostrato questa settimana.

 

 

 
Progetti e Azioni

world_map1

Campagne


 

 


 

sostieni

ire

Reti

 


logos_COCIS

 


 


 


 

ONG_files_logo

Terrecomuni_logo

Noi Abbiamo Scelto Banca Etica