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dati dei danneggiamenti e dei primi interventi. fonte UNDP

Terremoto in Ecuador

raccolta fondi unitaria

Aiutaci a portare i primi aiuti come tende, medicinali, alimenti, vestiti, in base alle necessità che si individueranno assieme con le autorità locali e comunità colpite.

Aiutaci a ricostruire insieme a loro la speranza nel futuro.

Puoi contribuire fin da subito con bonifico bancario a: c/c bancario n. 7876 Banca Etica sede di Firenze, Via dell’Agnolo, 73/R IBAN IT12 P050 1802 8000 0000 0007 876 (intestato a: COSPE – Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti, Via Slataper, 10 – 50134 Firenze) specificando come causale “Terremoto Ecuador”.

I fondi saranno gestiti in forma coordinata dalle 4 ong promotrici di questa campagna di solidarietà e in permanente dialogo con le autorità nazionali responsabili della gestione dell'emergenza.

 

 

I  danni registrati fino ad ora, a due giorni dalle prime scosse di magnitudo 7.8 scala Richter, sono altissimi e destinati a salire: 413 vittime, più di 2.600 feriti, 3000 sfollati, centinaia di abitazioni e edifici distrutti o seriamente danneggiati, comprese scuole e centri di salute. Vie di comunicazione inaccessibili, sedi di organizzazioni sociali crollate e attività economiche locali messe in ginocchio.

Molto grave la situazione nelle zone costiere delle province di Esmeraldas e Manabì (qui si contano il numero più alto di vittime) Santa Elena, Guayas, Santo Domingo, Pichincha. Per la sua intensità il terremoto ha scosso anche la capitale del Paese, Quito, a quasi 200 km di distanza dall’epicentro ed è stato percepito nei territori confinanti di Colombia e Perù.

Questo disastro ferisce le comunità costiere ecuadoriane già colpite nelle scorse settimane dalle inondazioni per il Fenomeno del Niño e infligge un nuovo duro colpo al paese latinoamericano e al suo modello di sviluppo alternativo basato sul Buen Vivir, sulla sovranità alimentare e sull'economia solidale.

Nonostante una forte mobilitazione interna che vede centinaia di professionisti tra personale medico e paramedico, gruppi soccorritori, specialisti inviati dal governo ecuadoriano, 4600 agenti della polizia nazionale e 10.000 militari della forza armata e oltre un migliaio di volontari, anche COSPE, CRIC, Mani tese, Terra Nuova, tutte ong già presenti nel paese con progetti di cooperazione allo sviluppo, si stanno mobilitando per raccogliere fondi e rispondere all’attuale stato di emergenza.

Ma dalla tragedia bisogna rialzarsi con ancora maggiore determinazione, uniti, solidali e ancor più determinati a trasformare l'Ecuador in una terra di equità, giustizia. Un Ecuador capace di costruire e gestire il suo sviluppo scommettendo sulla riduzione dei disastri. Affinché fenomeni naturali quali i terremoti siano sempre meno devastanti. Abbiamo unito i nostri sforzi e siamo qui in Ecuador insieme alle comunità locali, contadine e urbane che soffrono questa tremenda tragedia.

 

(fonte della foto: profilo Facebook di un fotografo - da Jama)

Informe-de-situacion-32-21.04.2016

Informe-de-Situación-22-SGR-20160418

 
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