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Terremoto in Ecuador

Aggiornamento dalla nostra sede locale.

Secondo l'ultimo bilancio: 587 morti, 153 persone disperse, 8.340 persone ferite, 25.376 persone nei ricoveri (shelter), 113 persone salvate con vita dalle macerie, 1125 edifici completamente distrutti, 829 edifici e 281 scuole con gravi danni. Nelle località più colpite la priorità nei primi giorni è stata quella di salvare vite umane da sotto le macerie e far arrivare i primissimi aiuti messi a disposizione dal governo, dalla Croce Rossa e dalle agenzie delle Nazioni Unite. Al resto della cooperazione ci è stato chiesto, per i primissimi giorni, di non congestionare le aree colpite né le vie di accesso con aiuti improvvisati o di dimensioni più ridotte.

 

Nel frattempo, come CRIC, siamo stati in permanente contatto con le organizzazioni contadine e di pescatori artigianali delle aree più colpite con cui cooperiamo da anni e che ci hanno trasmesso report sui gravi danni nelle loro comunità. Abbiamo anche ricevuto aggiornamenti dai companeros e companeras che per anni hanno collaborato nei nostri progetti di gestione del rischio in Ecuador, che sono cresciuti con noi e da cui abbiamo imparato tanto: fra gli altri, Julio, Manuel, Roxana e Juan Pablo che stanno bene e che da Portoviejo stanno gestendo in prima persona l'emergenza, coordinando gli aiuti e le attività di riscatto dai loro incarichi di grossa responsabilità nel sistema locale di gestione del rischio.

Abbiamo, inoltre, realizzato continue riunioni di coordinamento con la cooperazione italiana, quella europea (per insistere sulla necessità di attivare la solidarietà internazionale) e soprattutto con l'Equipe Umanitario Paese, di cui siamo parte da anni e che è lo spazio che riunisce tutti gli enti nazionali e internazionali responsabili di far fronte all'emergenza.

Questo immenso sforzo di coordinamento ci ha aiutato a poter definire le priorità del nostro impegno solidale per quanto riguarda zone geografiche e settori specifici di aiuto. Dal governo, dalla Croce Rossa e dalle grandi agenzie aiuti, anche se ancora c'è molto da fare, si stanno facendo grossi sforzi per coprire le necessità di questi primissimi giorni, in particolare alimenti, acqua imbottigliata, medicine e attenzione nei rifugi per gli sfollati. Mentre si prevedono difficoltà, specie quando l'attenzione internazionale scenderà, per quanto riguarda attività di ricostruzione case, garanzia di condizioni igienico-sanitarie adeguate e accesso permanente a acqua potabile per le famiglie colpite dal terremoto.

Inoltre ci saranno grossissimi problemi per riprendere le attività di sussistenza (agricoltura familiare, pesca artigianale, piccolo commercio, piccole attività turistiche) considerando che ci sono grosse perdite nelle coltivazioni, vie di comunicazione distrutte che non permettono commercializzare quanto si raccoglie in questo periodo (es. il cacao), interruzione delle normali attività dei mercati locali a cui normalmente le famiglie con meno risorse sono articolate, ma anche perdita di strumenti di lavoro (ad esempio piccoli silos, centri comunitari di commercializzazione, stalle familiari, piccole imbarcazioni, negozietti, chioschi del commercio informale, etc.). In generale, i danni delle aree rurali sono meno censiti di quelli nelle aree urbane. Questo tipo di problemi ora non stanno ricevendo attenzione e ancora non esiste un censimento che fotografi la gravità della situazione. Tuttavia, si tratta di condizioni imprescindibili affinché la popolazione piano piano possa riprendere una vita "normale".

 

Quindi come CRIC, vista anche la nostra storica relazioni con organizzazioni e comunità dell'agricoltura familiare, abbiamo individuato come settori di azione prioritaria su cui vorremmo intervenire al più presto:

1. valutazione sistematica dei danni e delle necessità dal punto di vista delle attività produttive ed economiche delle famiglie di scarse risorse colpite dal terremoto. Famiglie contadine, di pescatori artigianali e del commercio su piccola scala. Ci stiamo organizzando per la logistica (niente affatto semplice) e fra pochissimi giorni inizieremo a visitare le zone più colpite in coordinamento con le organizzazioni nostre partner e con l'Equipe Umanitario Paese.

2. distribuzione di kit per l'igiene familiare, zanzariere, etc. e aiuto a ristabilire un accesso permanente all'acqua potabile, come riabilitazione di sistemi d'acqua collassati, distribuzione di sistemi per conservazione e potabilizzazione acqua, etc.. (Vorremmo iniziare il prima possibile).

3. appoggio alle famiglie più disagiate per il ripristino delle attività economiche. L'intenzione non è solo quella di ristabilire le attività precedenti al terremoto, pensando al lungo periodo, ma anche promuovere che siano le famiglie colpite, e non le grandi imprese, a rifornire la domanda di beni e servizi che la stessa situazione di emergenza produce. (Intendiamo avviare queste attività appena vi siano le condizioni, nelle aree colpite ma anche come disponibilità nostra di fondi).

 

Siamo stanche/i e provate/i perché la situazione è veramente tragica e la terra continua a tremare, gettando nel panico le popolazioni nelle aree più colpite e impedendo anche noi di riposare la notte, le poche ore che liberiamo dal resto che stiamo facendo. Ma non smettiamo di sognare che continueremo non solo ad assistere le comunità locali, contadine ed urbane, in questo tragico momento ma che riusciremo anche a sostenerle in una ricostruzione che punti all'economia solidale, alla sovranità alimentare, alla compatibilità ecologica, alla giustizia sociale.

Aiutateci a farlo! Speriamo di potervi aggiornare presto perché la nostra azione sta proseguendo anche grazie al vostro sostegno

Il CRIC ecuador


Aggiornamento ufficiale della situazione al 22 aprile 2016

Primi risultati della missione di valutazione - 28 aprile 2016


 
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