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Comunicato della Piattaforma ONG Italiane Mediterraneo e Medio Oriente in solidarietà con i detenuti palestinesi nelle carceri israeliane

Roma, 23 Maggio 2017

La Piattaforma delle ONG Italiane in Mediterraneo e in Medio Oriente appoggia pienamente il comunicato stampa del 6 maggio 2017, rilasciato dalla Rappresentanza dell’Unione Europea di Gerusalemme e Ramallah, sui prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane. (https://eeas.europa.eu/delegations/palestine-occupied- palestinian-territorio-ovest-banca-e-gaza strip / 25681 / local-eu-economico-palestinese-prigionieri-israelo-detention_en).

Noi ONG italiane seguiamo con forte preoccupazione il prolungarsi dello sciopero della fame dei prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane, in protesta contro le condizioni della loro detenzione ed esprimiamo solidarietà alle loro richieste.

 

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Terremoto in Ecuador

Risultati della missione di valutazione

E' pronto il report della visita di valutazione danni e necessitá realizzato dal CRIC insieme a Terranueva, grazie al lavoro volontario di due gruppi, uno al Nord di Manabí e l'altro al Sud della stessa provincia duramente colpita dal terremoto.

La valutazione si é concentrata sui gruppi produttivi ed economici piú vulnerabili, ora colpiti dal terremoto: agricolture contadine, pescatori artigianali e economia popolare. L'informazione raccolta riflette una fotografia articolata dei danni e dell'attuale situazione nelle aree rurali e periurbane, nel tentativo di riempire un vuoto importante rispetto alle valutazioni compiute fino ad ora. Per questo il report non sta servendo solo al CRIC, per meglio definire le nostre future azioni di aiuto alle popolazioni colpite dal terremoto, ma é stato richiesto anche da molte altre istituzioni ed agenzie della cooperazione internazionale. Speriamo sia di utilitá per molte altre azioni di cooperazione con le popolazioni piú vulnerabili!

Report ufficiale della visita di valutazione sul campo - riportato sulla Piattaforma Redhum

Alcune immagini del Cantón Rocafuorte

Alcune immagini del secondo giorno di visita

 

VIAGGIO DI TURISMO RESPONSABILE IN PALESTINA

Organizzato da Sodepaz con ATG

dal 30 giugno al 9 luglio 2017


Anche quest’anno Sodepaz organizza i suoi viaggi che da più di 30 anni portano in luoghi intensi, realtá differenti ma non così lontane da noi.

Quest’anno il viaggio programmato in Palestina farà conoscere anche alcuni dei luoghi e persone con cui il CRIC collabora da anni

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dati dei danneggiamenti e dei primi interventi. fonte UNDP

Terremoto in Ecuador

raccolta fondi unitaria

Aiutaci a portare i primi aiuti come tende, medicinali, alimenti, vestiti, in base alle necessità che si individueranno assieme con le autorità locali e comunità colpite.

Aiutaci a ricostruire insieme a loro la speranza nel futuro.

Puoi contribuire fin da subito con bonifico bancario a: c/c bancario n. 7876 Banca Etica sede di Firenze, Via dell’Agnolo, 73/R IBAN IT12 P050 1802 8000 0000 0007 876 (intestato a: COSPE – Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti, Via Slataper, 10 – 50134 Firenze) specificando come causale “Terremoto Ecuador”.

I fondi saranno gestiti in forma coordinata dalle 4 ong promotrici di questa campagna di solidarietà e in permanente dialogo con le autorità nazionali responsabili della gestione dell'emergenza.

 

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Emergenza Terremoto in Ecuador

Comunicato inviato alle ONG italiane e diretto a tutti i soggetti interessati a cooperare con il Paese

Come molte/i di voi già sapranno stanotte si è verificato in Ecuador un forte terremoto di magnitudo 7.8 con epicentro sulla costa intorno alle 19 di ieri, che ha avuto impatto praticamente in tutto il paese ma soprattutto nelle province della Costa. Ci sono state poi decine di repliche, tra cui una di 6.1 durante la notte.

I danni sono ingenti, stamattina si parlava già di 77 morti, più di 500 feriti ma i numeri sono destinati ad aumentare. Stiamo seguendo la situazione con il nostro equipo che stava avviando proprio in questi giorni un progetto Dipecho con il sistema delle Nazioni Unite.

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MASSACRO SILENTE

LA VOCE DELLE ARMI E IL SILENZIO DEL DIRITTO


Quanti bambini, donne e anziani devono ancora morire per poter usare la parola MASSACRO?

Per quanto ancora i nostri governi continueranno ad usare definizioni fredde come “uso sproporzionato della forza”, “diritto di difesa”, “vittime collaterali”, “scudi umani” perché non riescono a condannare uno Stato che occupa rinchiude e uccide un intero popolo?

Fino a quando i nostri governi, paladini a parole dei diritti umani, continueranno a difendere uno Stato che bombarda bambini mentre giocano a calcio su una spiaggia, che colpisce scuole, ospedali e ambulanze o che rade al suolo interi quartieri?

A Shajaiyyeh è stata una strage e così dovrà passare alla storia. Oltre 90 i corpi senza vita già ritrovati dopo i bombardamenti della notte del 19 luglio, chissà quanti “riposano” ancora sotto le macerie delle proprie case. A tanti sono tornate in mente le immagini crude e dilanianti di Sabra e Chatila. 32 anni dopo la storia si ripete. Il carnefice è sempre lo stesso come anche le vittime. Oggi come allora sono uomini donne bambini che non hanno lasciato la propria casa, non per eroismo, ma perché non hanno alcun posto dove fuggire e perché quella casa è tutto ciò che hanno.

Altri invece sono scappati. Orde di persone hanno deciso di mettersi in cammino, molti sventolando bandiere bianche, verso una meta non ben definita. Orde di persone che a piedi, con pochi beni, raggiungono le scuole dell’UNRWA, la casa di un parente, sperando che questo possa salvare le loro vite.

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