Le principal symptôme de l'éjaculation prématurée est une éjaculation incontrôlée soit avant ou peu de temps après un rapport sexuel commence. L'éjaculation se produit avant que la personne le souhaite, avec une stimulation sexuelle minimale. Où achat cialis sur internet vous avez trouvé une pharmacie online ici https://trendpharm.com/ cialis . Parfois, une combinaison de problèmes physiques et psychologiques provoque la dysfonction érectile. Par exemple, une condition physique mineure qui ralentit votre réponse sexuelle peut causer de l'anxiété à propos de maintenir une érection. L'angoisse qui en résulte peut entraîner ou aggraver la dysfonction érectile. Una disfunción eréctil es la impotencia de obtener o mantener una erección. comprar kamagra sin receta en chile saber cuál es el medicamento ideal para usted depende de diferentes factores.
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Seminario online: Braccia o persone?

 

Nell’ambito del progetto “Open fields/Campagne Aperte: prevenire e combattere razzismo e xenofobia contro i lavoratori immigrati delle aree agricole dell’Italia meridionale” è previsto il secondo incontro del ciclo di webtalk di approfondimento sui temi connessi allo sfruttamento lavorativo di persone di origine straniera in agricoltura e alle distorsioni della filiera produttiva che lo ingenerano. Il ciclo di incontri è promosso e organizzato dal CISS

Venerdì 22 Gennaio 2021 alle h.18:00 su zoom e in diretta sulla nostra pagina facebook

 

OpenFields progetto CRIC locandina incontro 22/01/21

Il percorso in-formativo articolato in 6 incontri virtuali, e inaugurato il 18 dicembre scorso, intende fornire conoscenze e dati sui lavoratori e le lavoratrici straniere a cui il contesto normativo e socio-economico non riesce a garantire meccanismi e strumenti di tutela e protezione dei propri diritti. Condizioni aggravate dai messaggi distorti e discriminatori veicolati dalla comunicazione mainstream sia sui canali tradizionali che sui social media, sovente incentrate sulla diffusione di fake news e campagne d’odio.

Auspichiamo che questo percorso in 6 tappe, indirizzato a operatori sociali e di enti locali, associazioni, ONG, giornalisti ed esperti di comunicazione, sindacati, cooperative e aziende agricole, comunità di migranti e associazioni straniere e semplici cittadini, possa dare elementi e strumenti per poter leggere quanto accade nei nostri territori, nelle nostre campagne, nelle aziende agricole piccole, medie e grandi di Calabria, Puglia e Sicilia.

Un’occasione di approfondimento che, soffermandosi anche sulla rappresentazione mediatica dei fenomeni migratori, evidenzia il ruolo chiave delle parole e del linguaggio ai fini di una corretta narrazione, capace di destrutturare stereotipi e pregiudizi etnocentrici.

 

Sciopero delle e degli invisibili - 21 maggio 2020

Quando eravamo in confinamento, al "sicuro" nelle nostre case, c'è chi non ha mai smesso di spaccarsi la schiena nei campi per coltivare e raccogliere gran parte del cibo che ci ha nutriti nonostante il lockdown. Migliaia di persone, esseri umani vulnerabili alla pandemia e soggetti di diritto quanto noi: piccoli produttori, braccianti, stranieri ed italiani, uomini e donne, che svolgono attività essenziali e che però lo fanno senza diritti e tutele, indifesi anche di fronte all'emergenza sanitaria.

Ci vuole coraggio.

Per costruire una nuova normalità, finalmente umana; ci vuole coraggio per, insieme, approfittare della crisi per ribaltare le dinamiche che, dietro l'angolo di casa nostra e nei retroscena del cibo che consumiamo, producono violazione ai diritti, sfruttamento, insicurezza e disumanità.

Ci vuole coraggio.

Per regolarizzare i migranti, riconoscere loro un lavoro dignitoso, libero da paraschiavismo, così come per smantellare le vergognose condizioni di vita nei ghetti, dove come società stiamo ammassando uomini e donne, senza servizi e in precarietà, dove parlare di distanziamento sociale è una beffa, poiché è una delle tante opportunità negate. Non bastano misure parziali e permessi di soggiorno temporanei che lasciano fuori una grande fetta di lavoratrici e lavoratori più deboli, resi irregolari dai feroci decreti Salvini e sfruttati nei campi senza contratti di lavoro, ora ancora più vulnerabili a fronte della crisi. Bisognava, invece, "assicurare la certezza del rispetto del contratto di lavoro ed il riconoscimento al diritto a vivere regolarmente in Italia", come ha ricordato USB Immigrati.

Ci vuole coraggio.

Per non coprirsi gli occhi e vedere la realtà, sebbene cruda: i margini e gli sfruttati non sono invisibili, sono qui, vicino a noi, possiamo accorgercene se ci interroghiamo sulla provenienza e su come sono prodotti i cibi che ci nutrono, le arance, i pomodori o le clementine che consumiamo alla nostra tavola.

Ci vuole coraggio.

Per riconoscere che il problema non risiede solo nei ghetti, nelle sanatorie spietate o nel caporalato, ma anche nella perversa filiera del cibo abbandonata al controllo della Grande Distribuzione Organizzata (GDO).

Il cibo - non più diritto, ma trattato come qualsiasi altra merce- viene comprato a prezzi irrisori alle piccole produzioni delle nostre campagne, strozzate dal controllo sui prezzi esercitato dalla GDO che paga poco, sfruttando chi produce, mentre negli scaffali dei supermercati vende caro a chi consuma, in una duplice catena di abusi.

Le nostre produzioni italiane, contadine o comunque su piccola scala, non tutelate né visibilizzate nella loro specificità e nel loro incalcolabile contributo al diritto al cibo di tutti e tutte, da decenni resistono e sopravvivono a malapena in un contesto di concorrenza sleale e senza politiche mirate e calibrate alla loro specificità (vedi Campagna Popolare per le Agricolture Contadine). In un contesto così allo sbaraglio, la via di fuga troppo spesso è quella di rifarsi sui più deboli: pagare meno e non riconoscere diritti a chi lavora nei campi.

Il cibo è fondamentale per ogni essere vivente, lo abbiamo visto ancor più chiaramente, se necessario, in questi mesi di pandemia: utilizziamo la crisi per riappropriarcene, promuovendo e costruendo attivamente una transizione a sistemi alimentari territoriali basati sulla sovranità alimentare, che rispettino gli ecosistemi, producano cibo sano e tutelino i diritti di chi produce e di chi lavora nelle campagne.

Tutelare chi lavora e chi produce nelle campagne è tutelare il nostro diritto ad un cibo di qualità e non sporco di sfruttamento. Non a caso, chi convoca lo sciopero del 21 maggio invita a non raccogliere ma anche a non consumare dalla grande distribuzione, cioè chiede solidarietà anche a chi produce e a chi consuma, per unirci e costruire una coscienza collettiva su cosa c'è dietro il cibo che consumiamo e le potenzialità di questo diritto per la trasformazione delle nostre società.

Anche il CRIC aderisce allo sciopero del 21 maggio.

Aiuta con la diffusione, aderisci anche tu!

 

In occasione del 18 dicembre, Giornata internazionale del migrante e dell’adozione della Convenzione per la protezione dei #dirittideilavoratoriedellelavoratricistraniere, avviamo con CISS il primo di un ciclo di seminari promosso all'interno del progetto

#OpenFields / Campagne Aperte: prevenire e combattere razzismo e xenofobia contro i lavoratori immigrati delle aree agricole dell’Italia meridionale

Il progetto vede capofila CRIC con il partenariato di Medici per i diritti umani, Progetto Diritti Onlus, Università Della Calabria, CISS e Università degli Studi di Bari Aldo Moro, con il sostegno dell'Unione Europea nell'ambito del Programma REC (Rights, Equality and Citizenship).

Online su Zoom venerdì alle ore 18:00 - diretta facebook: https://www.facebook.com/events/149936113192240/

Info sul Progetto: http://www.cric.it/i-progetti/progetti-per-area/italia/330-campagneaperte.html

Per vedere il programma completo degli incontri

OpenFields progetto CRIC locandina incontro 18/12/20

 

VarioMondo - Turchia

Il tempo di İbrahim Gökçek

comune-info - Marco Calabria - 07 Maggio 2020

 

Il collettivo del Grup Yorum perde anche İbrahim Gökçek, l’uomo che suonava il basso e che, rinunciando a mangiare per 323 giorni, era riuscito a piegare il regime turco costringendolo a concedere finalmente ai suoi compagni la possibilità di tornare a suonare.

Una straordinaria affermazione di libertà, per un gruppo considerato “terrorista” al pari di chiunque si opponga al delirio criminale di Erdogan. Una lotta che aveva seminato speranza, trepidazione e gioia tra migliaia di persone in Turchia e in molti altri paesi del mondo intero. Tutti avevano seguito con il cuore in gola la resistenza estrema di Helin Bölek, Mustafa Kocak e İbrahim, fino alla vittoria e alla morte.

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"La tutela del diritto alla vita e alla salute non può variare in funzione della nazionalità e della provenienza”. Ong, associazioni, studiosi e ricercatori sottoscrivono il documento con le proposte per rendere il sistema di accoglienza sicuro e dignitoso.

Criticità del sistema navi-quarantena per persone migranti: analisi e richieste


“Il trattenimento a bordo di unità navali per lo svolgimento del periodo di sorveglianza sanitaria delle persone soccorse in mare o sbarcate autonomamente in Italia rappresenta una limitazione delle libertà di movimento delle persone e una violazione del divieto di discriminazione, poiché si attua con modalità differenziate per i soli cittadini stranieri in percorso migratorio e senza alcuna trasparenza e informazione a riguardo.”

Questa la prima denuncia evidenziata dal documento “Criticità , condiviso e sottoscritto da circa 150 organizzazioni italiane e internazionali a cui si sono associati docenti universitari, filosofi e operatori umanitari per chiedere al Ministero dell’Interno, al Ministero dei Trasporti, al Ministero della Salute, al Dipartimento della protezione civile di chiudere il modello di gestione della quarantena con le navi e migliorare e rafforzare il sistema di accoglienza e di impegnarsi ad introdurre misure che rispettino la sicurezza, la salute e i diritti di tutte le persone coinvolte, senza alcun tipo di discriminazione.

 

LE RICHIESTE AL GOVERNO Le realtà firmatarie chiedono che vengano dismesse le navi quarantena, che sembrano rispondere più a paure indotte che a criteri di una gestione sicura, ragionevole e umana dell’epidemia e dei flussi migratori e reinvestiti i finanziamenti previsti nell’adeguamento dei centri di accoglienza a terra; e che, nel mentre, vengano fornite comunicazioni pubbliche ed esaustive sulla situazione a bordo delle navi, rendendo trasparenti e pubbliche le procedure adottate in particolare nei confronti dei minori e di persone anche con gravi vulnerabilità. Il documento inoltre pone l’attenzione sulla necessità di garantire un’adeguata informazione legale e sanitaria a tutte le persone attualmente presenti sulle navi e l’impegno formale affinché non vengano più trasferite sulle navi anche persone già presenti sul territorio. Infine, chiedono che venga sospesa la prassi della consegna dei decreti di respingimento differito e delle espulsioni consegnate al momento dello sbarco.

 

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VarioMondo appelli - Palestina

I Palestinesi devono poter accedere alle cure mediche e noi abbiamo la responsabilità di sostenerli mettendo fine alle restrizioni israeliane. Secondo la Quarta Convenzione di Ginevra, Israele come potenza occupante ha il dovere di garantire la sicurezza e il benessere della popolazione civile nelle aree sotto il suo controllo

 

All'attenzione di: Alto rappresentante dell'UE per gli Affari Esteri Josep Borrell,

Ministri degli Affari Esteri dei paesi europei, Bruxelles,

Richiesta urgente di aiuto per l'emergenza a Gaza - porre fine al blocco ora!

ECCP - European Coordination of Committees and Associations for Palestine – 6 aprile 2020

 

Caro signor Borrell, Cari Ministri degli Affari Esteri degli Stati membri dell'UE,

In risposta alla pandemia globale di Coronavirus, i governi di tutto il mondo stanno mettendo in atto misure di emergenza al fine di proteggere la salute dei loro cittadini e stabilizzare le loro economie. Per quasi 2 milioni di persone nella Striscia di Gaza occupata e assediata, con i primi 12 casi di COVID-19 confermati il 1° aprile e 2 mila sospettati già in quarantena, la situazione è sull'orlo della catastrofe. Apparecchiature, letti per la terapia intensiva e strumenti di prevenzione per far fronte a una potenziale diffusione del contagio sono carenti o totalmente inadeguati. In questa situazione, qualsiasi risposta efficace per affrontare l'attuale crisi di Gaza è impensabile. Oltre un decennio di blocco illegale e frequenti brutali assalti militari israeliani hanno fatto sì che 2 milioni di persone si trovino in una situazione di sovraffollamento disperato in ambienti angusti e in condizioni di vita disastrose: un deficit del 60% nelle forniture mediche, una fornitura di elettricità fortemente limitata, malnutrizione di massa, mentre solo una famiglia su 10 ha accesso diretto all'acqua potabile.

vai alla lettera ai Ministri degli esteri Europei e a Joseph Borrell

vai alla lettera diretta a Ministro e vice e segretari degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale

 
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