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  • CRIC - Centro Regionale di Intervento per la Cooperazione

    Giovedì 18 Agosto 2011 16:48
  • ciao, come vedete il sito é in ristrutturazione

    Giovedì 18 Agosto 2011 16:52
  • ... ce ne scusiamo,ma a breve speriamo poterlo far funzionare al meglio

    Giovedì 18 Agosto 2011 16:53
  • per suggerimenti, critiche (o anche auguri) intanto potete scriverci su info@cric.it

    Giovedì 18 Agosto 2011 16:53
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Yarmouk

Comunicato della Piattaforma ONG Italiane Mediterraneo e Medio Oriente

Per un intervento politico urgente del Governo Italiano per fermare la strage di civili palestinesi nel campo di Yarmouk – Siria

“Al di là del disumano”, così ha definito ieri Chris Gunnes, portavoce di UNRWA, l’organizzazione delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi , la situazione della popolazione nel campo rifugiati di Yarmouk, alla periferia di Damasco. “Non c’è cibo, non c’è acqua e pochissime medicine… La gente è rinchiusa in casa, e i combattimenti infuriano per le strade. Tutto questo deve finire e i civili devono essere evacuati.” Da parte sua, Pierre Krahenbuhl, Commissario Generale UNRWA, in una informativa al Consiglio di Sicurezza, ha dichiarato che i rifugiati nel campo sopravvivono con razioni di cibo di 400 calorie al giorno, meno di un quarto di quanto sarebbe indispensabile secondo OMS, l’organizzazione mondiale della sanità.

18.000 rifugiati Palestinesi, fra i quali ci sono 3.500 bambini, sono intrappolati da mesi nel campo di Yarmouk e assolutamente impossibilitati a muoversi da mercoledì 1 aprile, giorno di inizio dell’offensiva dell’ISIS alla periferia della capitale siriana. Gli abitanti del campo sono vittime della violenta battaglia in corso fra l’esercito regolare siriano, le milizie fondamentaliste e altri gruppi armati, sottoposti ai bombardamenti dell’aviazione, e al tiro degli elicotteri che riversano sul campo tonnellate di bombe e materiale esplosivo, perseguitati dai miliziani fondamentalisti che hanno dato il via ad una raffica di esecuzioni sommarie. In questo inferno, i civili palestinesi cercano invano riparo negli scheletri degli edifici distrutti, non hanno accesso all’acqua potabile e sono privati da ormai 10 giorni anche delle razioni di cibo minime che UNRWA distribuiva, seppure in modo irregolare (solo 113 gg nel 2014) a gruppi limitati di famiglie, da ormai 4 anni, dall’inizio della guerra civile in Siria. Una tragedia nella tragedia.

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Testimonianza dal Burkina Faso

Dal Burkina Faso, la testimonianza di Francesca de Stefano, nostra socia. Il testo è stato parzialmente pubblicato anche sul Manifesto del 4 novembre.

E' da più di un anno che Blaise tirava avanti questa tiritera « cambio l'articolo 37 della costituzione per potermi ricandidare o non lo cambio ». La popolazione si è sempre mostrata nettamente contraria e l'ha dimostrato con varie manifestazioni oceaniche di cui l'ultima ad agosto.
Alla fine la settimana scorsa ha dichiarato in consiglio di ministri che avrebbe sottoposto il dl sulla modifica dell'articolo 37 all'assemblea nazionale il 30 ottobre.

La coalizione dei partiti di opposizione ha indetto una settimana di disobbedenza civile e manifestazioni a partire da martedi 28 (matedi scorso), ma in realtà dalla dichiarazione di Blaise tutte le notti c'erano manifestazioni spontanee e ci siamo abituati a dormire con il sottofondo dello sparo di lacrimogeni.
Martedi 28, prima grande manifestazione meravigliosa, più di un milione di persone scese a dire no alla modifica della costituzione ma è stato un crescendo, lo slogan diffuso era diventato "vattene" (il migliore "blaise è il nostro ebola"). Una parte della manifestazione ha poi cercato di andare sotto il palazzo dell'assemble nazionale ed è stata duramente repressa.

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26 Novembre - Iniziativa a Milano

 

FIRMA PER CONTARE

No ai ladri d’acqua in Palestina. No all’accordo Acea-Mekorot.

Firma per esigere che l’Acea receda dall’accordo con la Mekorot, società idrica nazionale di Israele che si è macchiata di gravi violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani. Mekorot sottrae acqua illegalmente dalle falde palestinesi, fornisce l’acqua saccheggiata alle colonie israeliane illegali e pratica l’Apartheid dell’acqua nei confronti della popolazione palestinese.

Ogni firma manda una mail all'Acea e al Comune di Roma.

Acqua pubblica sì, ma anche limpida e libera.

http://www.change.org/it/petizioni/no-ai-ladri-d-acqua-in-palestina-no-all-accordo-acea-mekorot


Comitato No Accordo Acea – Mekorot

 

11 Novembre - Seminario a Cosenza

 
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