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In Burkina Faso, il Cric e Yelemani stanno avviando il progetto

Imparando la sovranità alimentare: percorsi di educazione nelle scuole per contribuire al recupero del sapere contadino e dell'identità alimentare nel Comune di Loumbila

Cric e Yelemani sono da sempre impegnate nella promozione della sovranità alimentare mettendo al centro la responsabilizzazione e la consapevolezza dei consumatori per dimostrare che le pratiche agroecologiche liberano le contadine e i contadini dal circolo vizioso della dipendenza, favorendo un’economia locale a beneficio di tutti gli anelli della filiera alimentare. Questa volta partiamo dalle scuole. Ricerca sulle abitudini alimentari delle famiglie coinvolte, orti scolastici gestiti e curati dalle bambine e dai bambini delle scuole elementari, percorsi in classe di formazione/informazione sulle tematiche legate alla sovranità alimentare, formazione delle cuoche responsabili delle mense scolastiche, giornate di promozione della sovranità alimentare sono le attività principali che realizzeremo.

A suivre!

in italiano in francese

 

170 accademici e accademiche delle università italiane chiedono il boicottaggio delle istituzioni israeliane

COMUNICATO STAMPA

• Il lancio della Campagna Stop Technion chiede la sospensione di ogni collaborazione accademica con l’Istituto Technion con sede a Haifa

• L’iniziativa italiana riflette una tendenza globale in costante crescita tra gli studiosi a prendere apertamente posizione in favore dei diritti dei palestinesi

• L’Italia è uno dei principali partner militari e accademici d’Israele in Europa

• Per la prima volta un’associazione accademica italiana discuterà l’appello palestinese per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni

170 accademici e accademiche provenienti da più di 50 università e istituti di ricerca italiani hanno firmato un appello nel quale si impegnano a boicottare le istituzioni accademiche israeliane. L’appello è stato lanciato in solidarietà con la campagna della società civile palestinese per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) contro Israele fino a quando non si conformerà al diritto internazionale e ai principi dei diritti umani, e si ispira all’analogo movimento di boicottaggio contro l’apartheid in Sudafrica.

Testo completo del comunicato stampa

Testo dell’appello

Al link la rassegna stampa, che comprende gli articoli de L'Espresso del 30/1 e de il Manifesto e La Stampa del 31/1, oltre agli articoli della stampa anglofona: https://stoptechnionitalia.wordpress.com/rassegna-stampa/

Condividete, magari invitando accademiche e accademici, ricercatrici e ricercatori e dottorandi a firmare

Firmatari

 

APPELLO

per una mobilitazione nazionale ed un piano d’azione delle organizzazioni sociali contro il terrorismo e la guerra, il razzismo e i predicatori d’odio. Per la pace e l'umanità

Esprimiamo profonda solidarietà alle vittime e ai familiari dell'attacco terroristico di Parigi. Ci stringiamo a tutta la popolazione francese per il dolore e il lutto che hanno subito, ma non scordiamo l'angoscia in cui sono quotidianamente immersi popoli come quello siriano, iracheno o nigeriano. Condanniamo nel modo più netto e deciso la follia distruttiva della violenza e del terrore che attraversa il Mediterraneo, l'Europa, il Medio Oriente e l'Africa.

La guerra è dentro le nostre società. E' dentro il nostro quotidiano. E' dentro il nostro modello di sviluppo. La nostra società si arricchisce con la produzione di armi che servono per fare le guerre che poi condanniamo e che vorremmo reprimere con nuove armi e nuove guerre. Una spirale che va fermata e sostituita con una diversa idea di società e di convivenza universale, fondata sugli stessi valori che oggi sono stati brutalmente attaccati in Francia: libertà, uguaglianza, fratellanza.

 

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COMUNICATO STAMPA

“Gli attacchi suicidi di Beirut del 12 novembre, che hanno provocato più di 40 morti e oltre 200 feriti, e l’agghiacciante sequenza di assalti che sconvolge Parigi in queste ore, lasciandosi dietro una scia di morti e feriti ancora da contare, sono stati rivendicati dalla stessa matrice che da diverso tempo ha dichiarato guerra al rispetto dei diritti di tutti, alla pace, alla pluralità di pensiero, a chiunque non ne sia affiliato, mussulmano, cristiano, ateo o a qualunque altra religione o credo appartenga.

"Noi condanniamo con forza questa escalation”, afferma Giovanni Lattanzi Presidente del COCIS Coordinamento delle Organizzazioni non governative per la Cooperazione Internazionale allo Sviluppo, “Siamo convinti che il ruolo della comunità internazionale debba essere più centrale e incisivo e che l’Europa tutta debba essere sempre più protagonista.

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MASSACRO SILENTE

LA VOCE DELLE ARMI E IL SILENZIO DEL DIRITTO


Quanti bambini, donne e anziani devono ancora morire per poter usare la parola MASSACRO?

Per quanto ancora i nostri governi continueranno ad usare definizioni fredde come “uso sproporzionato della forza”, “diritto di difesa”, “vittime collaterali”, “scudi umani” perché non riescono a condannare uno Stato che occupa rinchiude e uccide un intero popolo?

Fino a quando i nostri governi, paladini a parole dei diritti umani, continueranno a difendere uno Stato che bombarda bambini mentre giocano a calcio su una spiaggia, che colpisce scuole, ospedali e ambulanze o che rade al suolo interi quartieri?

A Shajaiyyeh è stata una strage e così dovrà passare alla storia. Oltre 90 i corpi senza vita già ritrovati dopo i bombardamenti della notte del 19 luglio, chissà quanti “riposano” ancora sotto le macerie delle proprie case. A tanti sono tornate in mente le immagini crude e dilanianti di Sabra e Chatila. 32 anni dopo la storia si ripete. Il carnefice è sempre lo stesso come anche le vittime. Oggi come allora sono uomini donne bambini che non hanno lasciato la propria casa, non per eroismo, ma perché non hanno alcun posto dove fuggire e perché quella casa è tutto ciò che hanno.

Altri invece sono scappati. Orde di persone hanno deciso di mettersi in cammino, molti sventolando bandiere bianche, verso una meta non ben definita. Orde di persone che a piedi, con pochi beni, raggiungono le scuole dell’UNRWA, la casa di un parente, sperando che questo possa salvare le loro vite.

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KUMINDA

Sul sito di Kuminda trovate tutti i video e tutte le presentazioni del seminario di Sabato 24 otto­bre a Parma. Qui postiamo il link al video della sessione in cui è intervenuto Mohamed Alsalimiya del Land Research Center parlando di land grabbing e sovranità alimentare in Palestina e del progetto che realizziamo insieme nel governatorato di Hebron. Inizia dal minuto 18:25 e vi consigliamo di vederlo!

(Mohamed presenta in inglese ma c'è la traduzione consecutiva in italiano)


 
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