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Terremoto in Ecuador

Risultati della missione di valutazione

E' pronto il report della visita di valutazione danni e necessitá realizzato dal CRIC insieme a Terranueva, grazie al lavoro volontario di due gruppi, uno al Nord di Manabí e l'altro al Sud della stessa provincia duramente colpita dal terremoto.

La valutazione si é concentrata sui gruppi produttivi ed economici piú vulnerabili, ora colpiti dal terremoto: agricolture contadine, pescatori artigianali e economia popolare. L'informazione raccolta riflette una fotografia articolata dei danni e dell'attuale situazione nelle aree rurali e periurbane, nel tentativo di riempire un vuoto importante rispetto alle valutazioni compiute fino ad ora. Per questo il report non sta servendo solo al CRIC, per meglio definire le nostre future azioni di aiuto alle popolazioni colpite dal terremoto, ma é stato richiesto anche da molte altre istituzioni ed agenzie della cooperazione internazionale. Speriamo sia di utilitá per molte altre azioni di cooperazione con le popolazioni piú vulnerabili!

Report ufficiale della visita di valutazione sul campo - riportato sulla Piattaforma Redhum

Alcune immagini del Cantón Rocafuorte

Alcune immagini del secondo giorno di visita

 

Terremoto Ecuador

Prima missione di valutazione dei danni

Dopo alcuni giorni di preparazione interna e di organizzazione dei contatti con le organizzazioni contadine e di pescatori artigianali, stamattina alle 5 (ora locale) due gruppi (di 4 persone ciascuno) del CRIC e Terranueva sono partiti verso le zone più colpite. Il gruppo "nord" composto da Luis, Rafael, Alberto e Vanessa (e coordinato da quest'ultima) visiterà le aree rurali e costiere di Pedernales, Jama, San Vicente e Sucre, al nord della provincia di Manabí. Il gruppo “sud” composto da Fabian, Monica, Cristina e Giovanna (e coordinato da quest’ultima) visiterà le aree rurali e costiere di Portoviejo e Rocafuerte, al sud della provincia di Manabí.

Si tratta di persone esperte, che hanno collaborato a lungo con noi e che da sempre lavorano con le organizzazioni sociali; si aggiungono un professore spagnolo economista e sociologo, ed un rappresentante della CNC e della Conferenza della Sovranità Alimentare (Copisa). Sono tutte persone che stanno prestando volontariamente il loro tempo e la loro esperienza.

L’obiettivo è tracciare un quadro dei danni ai mezzi di sussistenza e le relative necessità urgenti dei gruppi colpiti e già più vulnerabili: agricoltura contadina, pesca artigianale e commercio informale. Fino ad ora le valutazioni danni e necessità realizzate si sono concentrate in particolare verso altri settori legati alla primissima emergenza (salute, infrastrutture, rifugi, ecc). Noi cercheremo di raccogliere informazioni sulla situazione dei piccoli produttori e delle piccole produttrici, per condividerle con il resto del sistema di risposta nazionale ed internazionale.

La missione è realizzata dal CRIC e Terranueva, ma coordinando permanentemente con il Tavolo Mezzi di sussistenza (in particolare PNUD, FAO, ONUmujeres e Cospe) dell’Equipo Humanitario País. Grazie ai/alle compañeras/os che compongono i due gruppi e forza!

 

Terremoto in Ecuador

Aggiornamento dalla nostra sede locale.

Secondo l'ultimo bilancio: 587 morti, 153 persone disperse, 8.340 persone ferite, 25.376 persone nei ricoveri (shelter), 113 persone salvate con vita dalle macerie, 1125 edifici completamente distrutti, 829 edifici e 281 scuole con gravi danni. Nelle località più colpite la priorità nei primi giorni è stata quella di salvare vite umane da sotto le macerie e far arrivare i primissimi aiuti messi a disposizione dal governo, dalla Croce Rossa e dalle agenzie delle Nazioni Unite. Al resto della cooperazione ci è stato chiesto, per i primissimi giorni, di non congestionare le aree colpite né le vie di accesso con aiuti improvvisati o di dimensioni più ridotte.

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dati dei danneggiamenti e dei primi interventi. fonte UNDP

Terremoto in Ecuador

raccolta fondi unitaria

Aiutaci a portare i primi aiuti come tende, medicinali, alimenti, vestiti, in base alle necessità che si individueranno assieme con le autorità locali e comunità colpite.

Aiutaci a ricostruire insieme a loro la speranza nel futuro.

Puoi contribuire fin da subito con bonifico bancario a: c/c bancario n. 7876 Banca Etica sede di Firenze, Via dell’Agnolo, 73/R IBAN IT12 P050 1802 8000 0000 0007 876 (intestato a: COSPE – Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti, Via Slataper, 10 – 50134 Firenze) specificando come causale “Terremoto Ecuador”.

I fondi saranno gestiti in forma coordinata dalle 4 ong promotrici di questa campagna di solidarietà e in permanente dialogo con le autorità nazionali responsabili della gestione dell'emergenza.

 

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Emergenza Terremoto in Ecuador

Comunicato inviato alle ONG italiane e diretto a tutti i soggetti interessati a cooperare con il Paese

Come molte/i di voi già sapranno stanotte si è verificato in Ecuador un forte terremoto di magnitudo 7.8 con epicentro sulla costa intorno alle 19 di ieri, che ha avuto impatto praticamente in tutto il paese ma soprattutto nelle province della Costa. Ci sono state poi decine di repliche, tra cui una di 6.1 durante la notte.

I danni sono ingenti, stamattina si parlava già di 77 morti, più di 500 feriti ma i numeri sono destinati ad aumentare. Stiamo seguendo la situazione con il nostro equipo che stava avviando proprio in questi giorni un progetto Dipecho con il sistema delle Nazioni Unite.

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Fuori il TTIP dalla mia città: #fuorittip

pubblicato il 24 febbraio da Stop Ttip Italia

Parte oggi, sulla piattaforma Progressi.org, la nuova fase di pressione sui sindaci, i presidenti di Regione e i parlamentari italiani, per mettere “fuori legge” il TTIP dalle nostre città. Al link http://www.progressi.org/fuorittip e con l’hashtag #fuorittip la Campagna Stop TTIP Italia chiede a tutti i comitati, gli attivisti, e i cittadini preoccupati per l’impatto del trattato transatlantico, di sottoscrivere questa petizione e di farla girare il più possibile.

Vogliamo che l’adesione dell’Italia al TTIP sia discussa in ogni consiglio comunale e che ogni Comune esprima la propria preoccupazione e opposizione al trattato, come molte altre città europee e italiane hanno già fatto.

Le firme saranno consegnate ai sindaci, ai presidenti di Regione, ai parlamentari nazionali ed europei del territorio – in base al CAP dei sostenitori – in vista della mobilitazione nazionale contro il TTIP.

 
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